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Indegno attacco alle auto d'epoca
29-11-2019, 16.35
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 Sergjei

Amministratore
Indegno attacco alle auto d'epoca
Di seguito l'indegno attacco al settore auto mosso dal Presidente di ACI e la risposta del Presidente di ASI
Il tutto è stato ripreso dal sito di automibilismodepoca.it dove potete leggere l'intero articolo


   

   

   

   

   

   

   

A voi i commenti

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29-11-2019, 16.40
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 Mau53

Utente Senior
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Ma non hanno un caxxo da fare questi

Maurizio:mb999999Ciao
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01-12-2019, 17.14
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 albert42

Utente
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Qualche mese fa, al tempo dell’approvazione della legge sul dimezzamento del bollo per le auto di oltre 20 anni, lessi un articolo che paventava tale riduzione con la previsione di una circolazione costituita da un gran numero di vecchie carrette fumanti e insicure.
Infatti la foto a corredo dell’articolo rappresentava una vecchia e scassata Fiat Uno.
Più o meno gli stessi concetti letti qualche giorno fa alla Conferenza di Stresa.
Non condividendo affatto le opinioni esposte sul Messaggero scrissi allo stesso giornale una lettera che fu poi pubblicata.
Sappiamo poi come è andata: nessuna replica alla mia lettera, e l’approvazione definitiva della norma sul dimezzamento del bollo per le auto ultra 20ennali.
Confesso che la mia lettera non era disinteressata, essendo stato uno dei primi ad usufruire di tale agevolazione fiscale.
Riporto ora il testo della mia lettera pubblicata il 22 febbraio 201o


Gentile Direttore
bene ha fatto il senatore Ugo Grassi a replicare sul Messaggero di oggi al precedente articolo del 21 gennaio scorso sulla riduzione del bollo per le auto tra 20 e 30 anni.

Provo ad aggiungere ulteriori considerazioni visto che la spiegazione del senatore non è stata ritenuta esauriente.

Il “bollo” in parola è una tassa di possesso, già modulata in base alla direttiva di omologazione del mezzo, che già prevede l’azzeramento tout court per le auto di oltre 30 anni, storiche o meno. Prevederne il dimezzamento per quelle di oltre 20 anni che siano anche in possesso di una attestazione di storicità, mi sembra perfettamente in linea.

Viene paventato un problema di inquinamento e uno di sicurezza.
Cercherò di spiegare che queste sono opinioni, a mio avviso discutibili, e non fatti.

Le auto ultraventennali non sono fuori legge, ma regolarmente omologate e quelle rimaste in circolazione, sono regolarmente revisionate.

Bisogna premettere che per fruire dell’agevolazione le auto debbono essere dotate di un tagliando da applicare sulla carta di circolazione. Questa procedura ha un costo che praticamente azzera o supera il vantaggio per le auto di piccola e media cilindrata per le quali il gioco non vale la candela.
Ad esempio per la Fiat Uno che appare nella foto dell’articolo (a parte il fatto che quella carretta dovrebbe avere oltre 30 anni e quindi fuori da queste considerazioni).

Le auto interessate sono quelle più grandi, che si avviano a diventare storiche, oppure che presumibilmente percorreranno cinque o dieci km al giorno.
Per un uso del genere, al quale si presta ancora bene una vecchia auto, sarebbe più rispettoso dell’ambiente accantonare 100.000 euro per una fiammante berlina da 300 CV ibrida? Nessuna persona ragionevole condividerebbe questa idea, a meno che non ci metta lo zampino a distorcere il mercato le limitazioni al traffico per le auto più vecchie decise dai comuni.
Però vedo che il comune di Milano mi sembra sulla buona strada consentendo comunque di circolare a chi percorre pochi km.
Finalmente sarebbe ora di prendere in considerazione anche questo fattore nel vietare, nel tassare ecc.

Sulla non esattezza dei dati sbandierati - 4 milioni contro poche centinaia di migliaia, la questione viene superata analizzando le vetture che effettivamente circolano, tutti i giorni , macinando kilometri.
Leggo continuamente allarmanti statistiche sulla vetustà del parco circolante, Sul parco non ci piove, ma poi circolano veramente? Le statistiche sugli incidenti e i dati reali dell’inquinamento, in costante calo nel corso degli anni per via del naturale rinnovo, fotografano invece che il parco circolante è costituito praticamente dalle auto più moderne, come è ovvio.
Provate a vedere quante auto sono rimaste in circolazione tra quelle con la targa provinciale o con la A iniziale.
Infierire contro queste ha quasi il sapore di un accanimento terapeutico.
Queste auto beneficiate presumibilmente, data l’età, percorreranno pochi km. Ecco quindi che l’aumento dell’inquinamento paventato diventa una discutibile opinione, dato il fatto che l’inquinamento è direttamente proporzionale ai km percorsi e qui stiamo parlando di auto per lo più ferme, appunto perché alla fine della loro carriera.

Ed ora l’altro aspetto del problema, la sicurezza.
Un importante fattore di sicurezza che protegge la vita degli occupanti di un’auto è la sua massa. Credo che tutti noi ci sentiamo più protetti quando viaggiamo su un’ auto più grande.
L’auto più nuova, se di massa minore in un eventuale scontro tra le due avrà molto probabilmente la peggio.
Nel mio caso quindi non avrei alcun dubbio per la mia incolumità se sia più prudente salire su una Mercedes classe E di 20 anni o su una più recente e più piccola auto, magari una di quelle che per risparmiare sono prive della maniglia di appiglio per il passeggero.

Le paure riguardo la sicurezza sarebbero più appropriate non per un’auto di venti anni, ma per quelle di cinquanta, come ad esempio la Fiat 500 prodotta fino al 1973 che era completamente priva di tutti i ritrovati di cui sono dotate non solo le auto odierne, ma appunto anche quelle di 20 anni che ormai praticamente tutte hanno superato i test europei sugli scontri e sono già dotate almeno di doppio circuito frenante, asta dello sterzo collassabile, scocca a struttura differenziata, cinture di sicurezza inerziali anteriori e posteriori, poggiatesta anteriori e posteriori, air bag, abs, esp, . Quindi sono dotate di tutti i ritrovati di sicurezza che tanto hanno contribuito a ridurre le vittime degli incidenti stradali.

Questi sono ovviamente sono i pensieri di un comune automobilista, che, guarda caso, non coincidono con quelle di chi le auto le produce o le deve vendere.
Che sia il caso di cominciare a parlarne?
Cordiali saluti.
Alberto Di Lorenzo
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01-12-2019, 17.34
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 Sergjei

Amministratore
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Come non sottoscrivere ogni singola parola Alberto!
Non solo ma io aggiungerei anche che ci sono auto con molti meno anni sulle spalle ma che passano i controlli tramite centri compiacenti che certificano valide le loro gomme lisce e freni non funzionanti.
Iniziamo una buona volta a rendere SERI i controlli e non farlocchi e vedremo auto efficienti che girano.
Altro ancora è il discorso auto "storica", in genere è meravigliosamente tenuta in efficienza totale e magari esce dal box solo per una passeggiata domenicale e un raduno.
La mia R129 del 1998 ha gomme nuove che cambio regolarmente, stesso per pasticche e dischi. Mentre vedi certe bare circolare.....
Iniziamo a mettere le famose scatole nere che molte assicurazioni già offrono per ridurre i costi della polizza e vedremo effettivamente chi gira e chi inquina 12

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01-12-2019, 20.16
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 albert42

Utente
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Ringrazio Sergio, ma vorrei però precisare che sulle scatole nere ci andrei piano. Ho letto infatti anche se non ricordo dove, proabilmente su Auto Mese, che le assicurazioni usano i dati a loro vantaggio per penalizzare l'utente. Ad esempio se si supera il limite di velocità di 1 solo km/h si applica il concorso di colpa. Questo diventa ancora più importante a Roma, disseminata di limitidi 30km/h.
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01-12-2019, 20.34
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 Sergjei

Amministratore
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Io ho entrambe le stelle assicurate con KMsicuri e anche quando ho avuto l'ultimo tamponamento non hanno minimamente citato problemi simili
Forse dipende dalla compagnia assicurativa o da quanto hai superato il limite Senzasperanza

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03-12-2019, 0.32
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 albert42

Utente
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
l'importanza della velocità si presenta quando un'auto che dovrebbe dare la precedenza in realtà non si ferma e allora l'auto incolpevole viene chiamata in concorso di colpa perché si ipotizza che con la velocità più bassa avrebbe avuto la possibilità di evitare la collisione. Il ragionamento delle assicurazioni in questo caso non fa una piega e addirittura non tengono conto nemmeno della tolleranza di 5 km/h stabilita dal codice, perché qua non si parla di infrazioni al codice della strada, che scatterebbero solo oltre i 55 o rispettivamente i 35 km/h, almeno per i limiti in città.
Invece quello che non mi torna in questo discorso come le assicurazioni possano stabilire la velocità di 51 o di 50 quando la precisIone della misura del GPS non arriva a tanto. Potete verificare questo fatto se avete a bordo una dash cam o un Coyote e verificate come sia approssimativa l'indicazione della velocità. A meno che le scatole nere non siano dotati di apparati più precisi, ma ne dubito perché il limite è proprio insito nel permesso concesso ai privati per i quali la precisione è dell'ordine del metro (non così per gli usi militari).
Difatti nello stesso articolo leggevo che questo della precisione della posizione del'ordine del metro non consente a volte di stabilire l'esatta posizione delle auto al momento dell'incidente.
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03-12-2019, 16.11
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 pierpi62

Utente Avanzato
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Il mio commento è sintetico...
Da quando è stato istituito ACI storico, è guerra aperta verso ASI si potevano svegliare qualche lustro addietro...
E tutelare gli appassionati dell' auto storica!

Alla faccia del Club Italiano ... Sono semplici esattori dello stato invece di essere a tutela dei propri associati.

[Immagine: 200w_d.gif]
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04-01-2020, 19.24
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 albert42

Utente
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, scrive una lettera al direttore di Ruote Classiche. Ne riporto e commento un passo:
"Veniamo ai numeri, quelli veri: oggi in Italia risultano iscritti al Pra 39.000.000 autoveicoli, i ventennali, cioè quelli che hanno da 20 a 29 anni, sono 4.200.000......
Analizzando quali siano i modelli più diffusi di queste autovetture ventennali troviamo che circa 1.000.000 sono Fiat Punto, Fiat Uno, Fiat Cinquecento, Volkswagen Golf, Ford Fiesta e Lancia Y, tutte automobili costruite bene e sicuramente per la maggior parte in ottime condizioni di conservazione e originalità.
Ha senso incoraggiare il mantenimento in uso di queste automobili impegnando risorse pubbliche per la parziale riduzione della tassa di possesso? È giusto considerare questi modelli di interesse storico e collezionistico? E la rarità che da sempre è stata un elemento qualificante per la definizione di auto storica non conta più nulla?"
Fin qui il presidente ACI
: ripeto: il presidente ACi si domanda se abbia senso agevolare con dimezzamento del bollo auto come la Fiat Uno. Riporto la mia esperienza: per ottenere il Certificato di Rilevanza Storica e quindi un risparmio del bollo di circa 230 euro ho speso € 100 iscrizione al club federato ASI, € 60 iscrizione ASI, circa 100 € spese per ottenere il certificato (40 agenzia per Motorizzazione, 20 per fotografo (non sono ammesse stampe ink jet e poi diritti ASI ecc.). Ha senso tutto questo per una fiat Uno per risparmiare di bollo circa 60 o 70 euro? Ammesso e non concesso che in effetti questa fiat Uno sia in condizioni da essere certificata ASI, cosa che ritengo improbabile se l'auto non è veramente ben tenuta (circa il 10% del totale).Comunque voglio dare ragione a Sticchi Damiani, ma qualcuno gli chieda quante di questo milione di Fiat Uno e simili hanno ottenuto o pensano di ottenere il CRS. Io credo pochissime. E voi? Ragionare è bello, però bisogna fornire dati comprensibili.…

Ritorno però sulla frase di Sticchi Damiani
"Veniamo ai numeri, quelli veri: oggi in Italia risultano iscritti al Pra 39.000.000 autoveicoli, i ventennali, cioè quelli che hanno da 20 a 29 anni, sono 4.200.000"

Quindi se la matematica non è un'opinione circa l'11% del circolante è costituito da queste auto, ossia circa 1 su 9. Eppure passano giornate intere, e a volte settimane, prima di incontrare in circolazione una auto con targa provinciale o che inizia con A.

Altro che 1 su 9. Saranno molto meno di 1 su 100. Mi domando, vi domando, è giusto preoccuparsi di gettito o di inquinamento per 1 auto circolante su 1000?
Ma al solito voglio dare ragione a Sticchi Damiani, e lui che ha uffici studi e centri di ricerca ci dica quante sono queste auto, perché non può continuare a dire che sono 4.200.000!


Concludo che per contestare questi dati ero pure andato al convegno del Messaggero il mese scorso all'ARA Pacis, ma purtroppo in quella sede non è stata prevista alcuna forma di dibattito. Però almeno ho fatto notare il disagio al vice direttore del Messaggero, moderatore dell'incontro, che mi ha dato ragione: nei convegni futuri sarà previsto anche lo spazio per un dibattito. Bene.
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04-01-2020, 19.41
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 pierpi62

Utente Avanzato
RE: Indegno attacco alle auto d'epoca
L’ ACI, ho come l’impressione che parte dei suoi introiti andrà a finire...
Ora questo interesse per le storiche e ventennali ... fingendo di combatterle ... solo per aver voce in capitolo e prender parte ad una fetta di torta per continuare a vivere e mantenere il baraccone...

[Immagine: 200w_d.gif]
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